Cartelle sospese, facciamo chiarezza!

Cartelle sospese, uno strumento indispensabile in ufficio

Per riordinare i documenti in ufficio uno degli strumenti più utilizzati sono le cartelle sospese, anche se molti le evitano per la confusione tra formati diversi, cercheremo con questo articolo di fare più chiarezza sull’argomento.

I principali produttori sono Bertesi, Elba e King Mec ma esistono anche formati più economici come quelli della neonata Pergamy.

Le principali tipologie si distinguono tra:

  • da armadio o da cassetto
  • interasse da 33, 39 o 39,8
  • fondo a U o a V

cartelle sospese 2

Cartelle sospese da armadio o da cassetto

La prima distinzione dipende dal supporto dove vanno ubicate le cartelle sospese, infatti esistono diverse soluzioni di armadi metallici con specifiche cartelle sospese e lo stesso vale per i classificatori o per i carrelli.

Armadio a Serrandina 48122G aperto Classificatore in metallo Kubo Grigio 4 cass. Carrello per cartelle sospese Delta

Ecco le misure per ogni tipologia di contenitore:

  • armadio predisposto per l’alloggiamento delle cartelle sospese con interasse 33 cm
  • classificatori con cassetti adatti a contenere cartelle sospese sia di interasse 39 cm. sia di 33 cm. tramite barra supplementare inclusa
  • carrello adatto per cartelle con interasse sia di 33 cm sia di 39 cm

Cartelle sospese, la scelta dell’interasse

L’interasse di una cartella sospesa è semplicemente la distanza tra i due ganci, ovvero la larghezza delle cartelle.

Per determinare l’interasse bisogna misurare la distanza tra le guide del contenitore.

Immagine correlata

L’interasse può essere delle seguenti misure:

  • l’interasse delle cartelle sospese da armadio è unico e misura 33cm;
  • l’interasse delle cartelle sospese da cassetto, invece, può variare tra 33cm, 39cm e 39,8cm (formato Olivetti)

Cartelle sospese, fondo a U o a V

L’ultima caratteristica per individuare quale tipologia di cartella sospesa fa al caso vostro è quella del fondo:

  • fondo a V è ideale per la classificazione dei documenti.
  • fondo a U è rinforzato e consente di archiviare materiale di grandi dimensioni come cataloghi o listini.

cartelle sospese fondo.PNG

Cartelle sospese, gli accessori

Fondamentali per le cartelle sospese sono gli accessori, tra cui spiccano i cartoncini divisori ed i cavalierini.

I divisori servono per dividere le varie categorie mentre i cavalierini servono per etichettare il contenuto delle cartelle sospese.

Cartoncini per cartelle sospese Armadio Cavaliere GL per cartelle sospese

 

Cartelle sospese, produttori e prezzi

Linea cartelle sospese Pergamy, la più economica:

Risultati immagini per pergamy logo

Linea cartelle sospese Bertesi, la più completa:

Risultati immagini per bertesi

Cartelle sospese, chiarito ogni dubbio?

Risultati immagini per in che senso

Segui Fausto Boscaro su Google+

 

 

Colla in stick, come fare lo Slime!

Colla in stick, breve guida su come fare lo slime in casa!

La colla in stick è un prodotto usato non solo a scuola ma anche in ufficio e per attività di decoupage, ve ne sono in commercio di vari marchi (Pritt, UHU, Scotch, Pergamy) e di varie grammature (10g, 20g, 40g), inoltre vi sono degli stick con colle speciali.

Pochi sanno che con la colla in stick è possibile produrre uno Slime fatto in casa, di seguito vi spiegheremo come!

Cos’è lo Slime?

Risultati immagini per slime

Lo Slime è una massa elastica creata come gioco per bambini ma può essere utilizzata anche come antistress.

Gli Slime più famosi in commercio sono gli Skifidol ma ci son molti metodi per produrlo in casa.

Come produrre lo Slime con la colla stick

Gli ingredienti sono:

  • colla in stick
  • colla liquida
  • acqua calda
  • detergente liquido o in polvere
  • colore acrilico
  • bicarbonato
  • un contenitore

Il procedimento è il seguente:

  • spezzettare la colla nel contenitore
  • mescolare aggiungendo acqua calda
  • aggiungere il colore acrilico e mescolare
  • aggiungere detergente e colla liquida e mescolare
  • aggiungere infine il bicarbonato

Ecco un video esplicativo:

 

Segui Fausto Boscaro su Google+

A cosa serve il foro sul tappo della penna BIC?

A cosa serve il foro sul tappo della penna BIC? Svelato il mistero…

Vi siete mai chiesti a cosa serve il piccolo foro presente sul tappo della classica BIC? Fateci caso.

Il foto sul tappo della penna BIC per evitare il soffocamento se ingerito

Immagine correlata

Per motivi di sicurezza, sono obbligate ad avere quel foro. Come si può leggere sullo stesso sito dell’azienda , il foro è stato pensato per evitare il soffocamento dei bambini (o degli adulti) che mai dovessero ingoiare inavvertitamente il tappo, facendo passare aria a sufficienza che consenta alla persona di respirare in attesa che arrivino i soccorsi.

Inoltre, per un motivo più “tecnico” e legato al funzionamento della penna, il foro serve ad evitare perdite d’inchiostro.

Penna BIC, come si usa

L’uso della penna BIC può sembrare semplice ma per un neofita l’operazione di scrivere con questa penna potrebbe risultare molto difficoltosa se non impossibile.

Ecco un tutorial per chi non riesce ad usarla:

Penne BIC, un pò di storia

Era il 1945 quando il barone di origine torinese, Marcel Bich, insieme a Edouard Buffard avviò un’impresa per la produzione di matite e penne stilografiche. Cinque anni dopo Marcel creò quella che di lì a poco sarebbe diventata la celebre penna a sfera BIC, abbreviazione del suo cognome. La “h” finale fu allora eliminata per evitare una possibile inadeguata pronuncia in lingua inglese.

Dopo Italia, Brasile e Regno Unito la BIC arriva negli Stati Uniti, pronta per essere commercializzata. Soltanto dopo la diffusione dello spot televisivo “Writes first time, every time” (Scrive al primo colpo, sempre), le vendite della BIC iniziarono ad aumentare. Il barone fece sapere di aver creato il prodotto perfetto a un prezzo così basso da essere comprabile da tutti. Il prezzo iniziale di 29 centesimi scese, infatti, dopo qualche anno a 10. Nacque il modello Cristal dall’involucro trasparente che permetteva al possessore di controllare l’inchiostro e dalla forma esagonale che evitava alla penna di rotolare sul banco, all’epoca inclinato.

Penne Bic, usi alternativi

Con le penne BIC si possono fare moltissime altre cose oltre a scrivere, ad esempio disegnare opere d’arte in chiaroscuro, costruire cerbottane e addirittura riparare lo schermo dello smartphone.

Segui Fausto Boscaro su Google+

Come sbloccare cucitrice Zenith

Come sbloccare una cucitrice Zenith, breve guida

Lo sblocco delle cucitrici Zenith è un’operazione diversa rispetto alle altre cucitrici perchè le spillatrici a marchio Zenith dispongono di un dispositivo anti-inceppamento brevettato.

Innanzitutto cercheremo di conoscere i vari componenti delle cucitrici Zenith per poi andare a vedere nel dettaglio quali operazioni svolgere per sbloccarle.

I componenti della cucitrice Zenith

Leader in ufficio, ZENITH 548/E è utilizzata ogni giorno da milioni di affezionati estimatori, soddisfatti dalle sue ben note doti di praticità, robustezza ed inesauribile capacità di cucire, anche dopo anni di incessante lavoro.

Caratteristiche costruttive:

  • realizzata interamente in metallo verniciato con finiture nichelate
  • verniciatura con smalti senza piombo ad alte caratteristiche di resistenza all’usura ed alla corrosione

componenti zenith.PNG

Dispositivo anti-iceppamento cucitrice Zenith

Ecco qui di seguito la sequenza di operazioni da seguire per liberare una cucitrice Zenith:

carica548

  • arretrare il coperchio
  • alzare il frontalino
  • sganciare lo spingipunti
  • abbassare il frontalino
  • riposizionare il coperchio
  • agganciare lo spingipunti

Ecco di seguito un breve video che descrive le operazioni da effettuare:

Come caricare una cucitrice

Come caricare i punti in una cucitrice, breve guida

La ricarica della cucitrice è un’azione quotidiana da parte di chi lavora in ufficio e non solo.

L’operazione di ricarica dei punti in una cucitrice può sembrare molto semplice per chi lo effettua ogni giorno sullo stesso modello, ma esistono molti modelli diversi in commercio con sistemi di apertura differenti che può rendere l’operazione complicata per un neofita.

Come caricare cucitrice Zenith

I modelli di cucitrice Zenith (548, 548/E, 590, 551) hanno lo stesso procedimento di ricarica, le operazioni sono le seguenti:

  • abbassare la maniglia
  • sollevare il cappuccio
  • introdurre i punti
  • riabbassare il cappuccio
  • alzare la maniglia

Come caricare cucitrice Rapesco

I modelli di cucitrice Rapesco (SP-10, SP-64, 73) hanno un procedimento di ricarica più semplice rispetto alle Zenith, ecco quali sono:

  • estrarre la molla posteriore
  • inserire i punti
  • reinserire la molla posteriore

Come caricare una cucitrice da tavolo

Di cucitrici da tavolo ne esistono di diversi tipi e marchi, ma il procedimento di ricarica è simile in quasi tutti i modelli e consiste in queste operazioni:

  • rovesciare parte superiore
  • inserire i punti
  • riposizionare parte superiore
In questo link potete trovare tutti i prodotti per la cucitura dei fogli: https://www.speedyufficio.it/32-cucitrici-levapunti-perforatori

Post-it che passione

Post-it, i blocchetti riposizionabili che hanno conquistato il mondo

Oggi parliamo di Post-it, un prodotto utilizzato in tutto il mondo e, nonostante innumerevoli tentativi di imitazione, ancora oggi il più venduto nella categoria dei blocchetti riposizionabili.

Vedremo in questo post la storia dei Post-it, il loro utilizzo e le ultime novità sui blocchetti più famosi del mondo.

La storia dei Post-it

L’adesivo originale usato nei Post-it venne inventato nel 1968 da Spencer Silver, un ricercatore della 3M, l’azienda statunitense che detiene anche il marchio Scotch. Egli stava in realtà cercando un nuovo adesivo potente, e inizialmente non trovò pertanto alcun uso.

Solo nel 1974 un suo collega, Arthur Fry, pensò di usare quell’adesivo per creare dei segnalibri, mentre guardava un innario in uso nel coro della sua chiesa. I primi prototipi furono disponibili nel 1977. Successivamente, tra il 1980 e il 1981, dopo una poderosa campagna il prodotto fu posto in vendita in tutto il mondo.

L’uso dei Post-it

L’utilizzo classico dei Post-it è quello di attaccare delle “Note” o appunti in vari posti quali diari, schermi, scrivanie, calendari, ecc… per ricordare o evidenziare l’appunto stesso.

Ma conosciamo veramente tutti come si staccano veramente i Post-it?

In realtà una notizia recente ha rivelato che i Post-it non si staccano dal basso verso l’alto ma da destra verso sinistra per evitare l’arricciamento della carta.

Inoltre l’utilizzo dei Post-it non è limitato ad appunti, note o appuntamenti ma a moltissime altre attività quali:

  • creazione linee del tempo per studio
  • creazione “to do list”
  • classificare fili o cavi
  • approfondire argomenti di studio sui quaderni
  • evidenziare parti importanti dai libri
  • reminder scadenze
  • dividere capitoli dei libri
  • classificare impegni in agenda
  • creazione planner di cose da fare
  • reminder comandi veloci del pc

Modelli di Post-it

Inizialmente esisteva un solo modello di Post-it, quadrato e di color canarino, ad oggi i podotti della linea Post-it sono oltre 500.

Ecco una lista delle varie categorie di prodotti Post-it:

 

L’app di Post-it

Esiste da pochi anni disponibile nell’App Store l’applicazione ufficiale di Post-it, che premette non solamente di creare delle note nel proprio dispositivo mobile, ma anche di “catturare” i gli appunti fisici e trasferirli nel cellulare e di gestirli e condividerli con altre persone.

Le Post-it Challenge

Non possiamo infine non citare l’ultima moda in fatto di Challenge, le “Post-it Challenge”, ovvero le sfide che poi diventano virali sui Social effettuate con l’utilizzo dei leggendari blocchetti riposizionabili.

Tra queste vi proponiamo alcuni video tra i più popolari su YouTube!

Segui Fausto Boscaro su Google+

Ceralacca, guida all’uso

Ceralacca, ecco la guida per usarlo correttamente

La ceralacca è uno strumento ancora molto utilizzato in ufficio nella spedizione di buste e pacchi.

La ceralacca è una miscela di resine e pigmenti colorati che fonde col calore e che risolidifica quando si raffredda, si utilizza soprattutto per chiudere documenti ufficiali o lettere di rappresentanza.

Ceralacca, come si usa?

Per usare la ceralacca occorre riscaldare la punta, lasciare che goccioli sul foglio di carta e successivamente applicare il sigillo per almeno 10 secondi.

Per scaldare la ceralacca esistono vari strumenti:

  • sciogli ceralacca elettrico
  • fornello a temperatura controllata con relativa vaschetta e dosatore
  • Il bruciatore ad alcool
  • sciogli ceralacca professionale che contiene e mantiene la ceralacca a temperatura ottimale, dotato di un’apposito pulsante che dosa la cera che fuoriesce da sotto.

Ecco un breve video sull’uso della ceralacca:

Ceralacca, quanti tipi esistono?

In commercio esistono moltissimi tipi di ceralacca di ogni colore, dimensione e composizione.

Per l’uso in ufficio, dunque per chiudere documenti ufficiali o lettere di rappresentanza, si utilizza solitamente la ceralacca Pelikan.

Le tipologie di ceralacca Pelikan in commercio sono le seguenti:

  • Ceralacca per lettere 4/10: per superfici lisce
  • Ceralacca per pacchi 60/10: per superfici ruvide
  • Scatola da 10 barrette, rosse

 

Segui Fausto Boscaro su Google+